lunedì 9 luglio 2012

Preipertensione

Si definisce iperteso un soggetto che ha una pressione arteriosa rilevata in almeno 3 misurazioni e meglio se confermato da un monitoraggio continuo delle 24 ore, pari a 140/90 mmHg, ma di recente è stato rilevato da un studio Giappponese come valori che oggi vengono definiti di pre-ipertensione sono nei soggetti con altri fattori di rischio cardiovascolari, capaci di aumentare l'incidenza di eventi avversi.
Il discorso diventa complesso e necessita di attente valutazioni soprattutto perchè ogni singolo soggetto ha un quadro ed un profilo, per cui il Medico in modo molto professionale e purtuttavia artigianale, deve confezionare una terapia farmacologica o meno, che risulti il perfetto vestito cucito su misura. E' chiaro poi che quello che è vero oggi, magari domani va aggiustato alla luce delle normali e patologiche variazioni dovute all'invecchiamento ed allo stress ampiamente inteso.

venerdì 14 ottobre 2011

Ipertrofia della Prostata

L'iperplasia prostatica benigna è la seconda diagnosi più frequente nei maschi in Italia con oltre otto milioni di visite all'anno. La mortalità è bassa ma spesso il soggetto presenta sintomi alle basse vie urinarie che peggiorano la qualità di vita e comportano un'elevata spesa pubblica.
In commercio ci sono diversi farmacii che lo specialista può prescrivere con efficacia. Importante ricordarsi di fare regolare prevenzione.

venerdì 23 settembre 2011

Fitwalking per ridurre peso e rischio di sviluppare diabete.

Ridurre il rischio cardiovascolare globale si potrebbe dire con un approccio altamente stimolante che prevede una tecnica precisa di cammino.
Visita il sito per maggiori informazioni
e sopra tutto informati sulla tecnica

Medicina di stagione. Infezioni

La maggior parte delle infezioni è causata da virus o batteri. Hanno molte differenze ma forse una delle più importanti da conoscere è che i batteri rispondono agli antibiotici, mentre i virus no. I virus causano rafreddore, e parecchie tossi e bronchiti sono di origine virale. Il metodo per sapere se l'infezione è batterica e virale è eseguire esami laboratoristici. Gli antibiotici andrebbero assunti solo dopo aver consultato il medico che in ogni caso dopo aver effettuato una valutazione globale, che tenga conto anche dei fattori di rischio del singolo paziente, può prescriverli subito o aspettare l'evoluzione della patologia.
In molte situazione c'è un eccesso di prescrizione medica.
Qualche volta gli antibiotici possono dare anche diarrea, nausea, vomito, prurito, eruzioni cutanee.
Ogni anno la resistenza agli antibiotici aumenta proprio perche l'uso umano e sugli animali da allevmento è eccessivo e dunque i batteri alla lunga contrastano le armi che con la ricerca mettiamo a disposizione della scienza.
Meglio in prima linea usare antibiotici di largo impiego e rinforzare le difese immunitarie magari mangiando molta frutta di stagione ricca di vit C.

sabato 17 settembre 2011

Influenza: consigli per evitare "scomodi acquisti" virali.

Sembra stia per arrivare il freddo anche quest'anno:
Prevenire è meglio che curare
- dal ministero della Salute.
Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
  1. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
  2. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
  3. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) Raccomandato.
"Lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi. Sebbene tale gesto sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l'intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali"
Se poi si vuole l'intervento farmacologico c'è il noto vaccino che quest'anno è uguale a quello dell'anno precedente.
La campagna vaccinale va da metà ottobre fino a fine dicembre.
L'azione si instaura 15 giorni dopo la puntura e dovrebbe durare 6-8 mesi.
Va conservato a temperature comprese tra +2°C e + 8°C, e non deve essere congelato.